sabato 28 giugno 2008

Il governo se ne frega della Campania

In allegato la notizia di agenzia (DIRE); analogo emendamento è stato proposto da Francesco Barbato (IdV)

Roma, 19 giu. - "La maggioranza boccia l'emendamento anti
Gomorra. E' un pessimo segnale che indica la mancanza di volonta'
di risolvere alla radice una delle cause principali del degrado
della situazione campana". Lo afferma Ermete Realacci, ministro
dell'Ambiente del Governo Ombra del Pd, a proposito della
bocciatura dell'emendamento democratico che proponeva un gruppo
interforze contro i trafficanti di rifiuti nel Dl per l'emergenza
rifiuti in Campania.
L'emendamento proposto da Partito Democratico, spiega
Realacci, "prevedeva la costituzione di un intergruppo tra varie
forze dell'ordine per un piu' efficace controllo nelle zone
critiche del casertano, del domiziano flegreo e dell'area
vesuviana, quelle aree dove i clan della camorra sono piu' attivi
nello smaltimento illecito dei rifiuti". Insomma, "si sarebbe
trattato di un valido strumento di contrasto alle ecomafie-
conclude- ma evidentemente la maggioranza non ritiene che questo
che sia una priorita'".

mercoledì 11 giugno 2008

PER CHI BRUCIA LA CAMPANIA? (di Antonio Marfella)

Pubblichiamo un intervento dal fronte caldo della emergenza campana, in cui si evidenziano le perplessità sulle scelte di megalomania impiantistica in atto; tali scelte con dati alla mano lasciano intravedere il rischio di dover importare materiale combustibile per l' ammortamento degli impianti

Considerato che:

a) Il recente Decreto Legge emanato dal Consiglio dei Ministri il 24 maggio 2008 prevede in Campania la installazione di 4 inceneritori per rifiuti indicando la portata di uno solo dei 4 (Acerra = 600.000 tonnellate/anno) . Dati ufficiosi sulla portata degli altri tre prevedono :
1) Salerno : 600.000 tonnellate/anno
2) S.Maria La Fossa : 400.000 tonnellate/anno
3) Napoli (est o ovest) : 400.000 tonnellate/anno
Per un totale quindi di 2 milioni di tonnellate/anno di portata per rifiuti solidi urbani.

b) il PIANO PASER 2007 (evidentemente non a conoscenza del Governo……) di sviluppo regionale della Regione Campania prevede altresì lo sviluppo di una serie di impianti di cosiddetto incerimento di biomasse sulla base di una stima di biomasse disponibili in Campania pari ad oltre 3,4 milioni di tonnellate/anno di biomasse disponibili, elaborata nel marzo del 2007. La disponibilità di biomasse stimata dalla stessa regione Campania nell'ottobre del 2006 si aggirava invece su 1.5 milioni di tonnellate di biomasse/anno rispetto ad una realtà disponibile che, su stima della comunità di agronomi della Provincia di Benevento, non supera invece le 600.000 tonnellate/anno complessive reali. Si ricorda infatti che la stima di 3.4 milioni di tonnellate/anno di biomasse disponibili è pari a quanto stimato per la Regione Baviera (la Regione piu' boscosa di Europa) e all'incirca pari al 50% di quanto stimato disponibile in Germania! Sulla base di questa palese quanto falsa sovrastima di biomasse quindi sono in fase di avanzata progettazione/costruzione una serie di sovradimensionati impianti a biomasse distribuiti per la intera Regione Campania ma con maggiore concentrazione sempre nelle Province di Napoli e Caserta (Pignataro Maggiore, S. Vitaliano, S. Salvatore Telesino, Reino, Postiglione, Atena Lucana, ecc. ecc.) con portate variabili da un minimo di 40.000 tonnellate/anno ad un massimo di 150.000 tonnellate/anno (Pignataro Maggiore, Atena Lucana), per una "potenza di fuoco" complessiva non inferiore a 1.5 milioni di tonnellate/anno complessive. La somma totale a regime di tutta questa serie di impiantistica "inceneritoristica" porta quindi ad una portata complessiva, in un Regione come la Campania (che sinora non ha visto la costruzione di un solo inceneritore a norma), pari a non meno di 3.5 milioni di tonnellate/anno di materiale da incenerire tra rifiuti e biomasse e si ricorda che in base a un decreto legge anche le cosiddette "ecoballe" sono potenzialmente in grado di essere riconducibili a biomasse da incenerire per termovalorizzazione.

c) La Campania produce circa 2.800.000 tonnellate/anno di rifiuti urbani cui si vanno ad aggiungere circa 6 milioni di tonnellate di cosiddette "ecoballe" attualmente depositate senza altra precauzione in vari siti dispersi per il territorio ( in particolare Taverna del Re nel Casertano definita dalla Magistratura "discarica a cielo aperto non a norma") per un totale quindi di circa 9 milioni di rifiuti da smaltire ( non necessariamente tramite incenerimento). Una volta smaltita questa quantità di rifiuti , sulla base delle vigenti norme di legge europee ed italiane , la quota da smaltire, escluso la frazione da riciclare e compostare, non supera però la quota di 600.000 tonnellate/anno come confermato dall'assessore all'Ambiente in carica Walter Ganapini!

Ammessa quindi la necessità, non obbligatoria per legge, di smaltire per incenerimento anche i 6 milioni di ecoballe, ne consegue che la attuale portata degli impianti previsti è ampiamente in grado di raggiungere e completare lo smaltimento per incenerimento entro due, massimo tre anni dalla realizzazione di tali impianti, (come infatti dichiarato in piu' occasioni anche dal Presidente del Consiglio) ma che quindi, per contratti non inferiori ai venti anni di esercizio, la Campania , in totale contrasto con tutte le normative di legge vigenti, sia italiane che europee, e in piena e totale violazione di qualunque trattato internazionale di riduzione di CO2, si avvia a disporre di una impiantistica di incenerimento complessiva pari a pressocche' il 100% della sua reale disponibilità di produzione annua di materiale da incenerire ( 2.800.000 tonnellate di rifiuti piu' circa 600.000 tonnellate reali di biomasse = circa 3.4 milioni di tonnellate/anno!) .

Ammettendo nel contempo la partenza e la realizzazione di congruo numero di impianti di compostaggio e di un minimo di raccolta differenziata, stimabile al 35% l'una (900.000 tonnellate/anno) e almeno al 20% l'altra (600.000 tonnellate/anno) ne consegue un evidente sovradimensionamento di tutta la impiantistica prevista di circa almeno 1.5 milioni di tonnellate/anno per non meno di 17 - 18 anni di esercizio per impianti che funzionano ininterrottamente sulle 24 ore senza possibilità di sospensioni di attività.

Appare quindi logica e matematica deduzione che è in atto la realizzazione di impianti di incenerimento sovradimensionati nel complesso per non meno di 1.5 milioni di tonnellate/anno di materiale che non potrà essere in nessun caso prodotto all'interno della Regione Campania. La conferma della sovrastima delle biomasse disponibili proviene dalle stesse ditte che in vari casi (Postiglione, S. Vitaliano) sinora esplicitamente dichiarano che la biomassa necessaria sarà comprata e trasportata dall'estero (olio di girasole dalla Romania, ecc)

Tale cifra complessiva è purtroppo terribilmente e spaventosamente vicina a quanto stimato dalle indagini della Magistratura come movimento complessivo di smaltimento di rifiuti industriali provenienti da altre Regioni di Italia (prevalentemente dal Nord industriale) e sinora destinate a discariche illegali ma anche legali ( vedi Pianura) cioè non inferiore al milione di tonnellate/anno per gli anni considerati dalle indagini.

Non esiste Nazione, Stato o Regione al mondo che realizzi sul proprio territorio impianti di incenerimento sovradimensionati alle proprie esigenze, sulla base del principio di legge europeo di incentivare la riduzione e il riciclo e non l'inverso, ed evitare soprattutto di incenerire indifferenziatamente anche rifiuti tossici e/o pericolosi.

Si precisa altresì che, di sola acqua necessaria per il raffreddamento e la manutenzione di una impiantistica di tale portata, sarà necessaria una portata di acqua pari a non meno il 10% del fabbisogno idrico di una città come Napoli in una Regione che tende alla desertificazione di una percentuale del proprio territorio regionale non inferiore al 7%.

Come beffa finale, si precisa ancora che l'unico impianto non previsto di incenerimento sul territorio campano è invece quello per rifiuti speciali ospedalieri per una necessità non superiore alle 20.000 tonnellate/anno, ciò che impone alle vuote casse regionali ulteriori e gravose spese per smaltimento extraregionale di tali rifiuti (all'incirca non meno di 250 milioni di euro/anno). In questi giorni, abbiamo visto presente anche all'interno dei treni di rifiuti urbani semplici inviati all'estero (caso treni radioattivi ad Amburgo) tale categoria di rifiuti alimentando ulteriori e concreti dubbi sulle loro modalità di smaltimento intraregionale in presenza di impianti di incenerimento indifferenziato cosi enormemente sovradimensionati o di discariche non strettamente controllate.

Tali considerazioni, in ogni caso perfettamente logiche, lanciano una luce sinistra quanto tragica sulle motivazioni di questa palesemente realizzata ad arte "emergenza rifiuti" che vive anche oggi la Regione Campania. In conclusione, questo palese, tossico, gravissimo e fuorilegge "GIGANTISMO" impiantistico della Regione Campania con una previsione per la sola Napoli di inceneritori per tremila tonnellate/giorno rispetto alle 1.500 di RSU prodotti (inceneritori di Barcellona + Vienna = 500mila tonnellate/anno per due milioni di persone ciascuno; Acerra + Napoli est = 1 milione di tonnellate/anno per 1 milione di persone complessivo!), impone una ultima, atroce e terribile, domanda: dopo essere stata per gli ultimi vent'anni almeno la "pattumiera dei rifiuti industriali di Italia" (Magistrato Aldo De Chiara) ora, per chi dovrà bruciare la Campania?
Antonio Marfella

sabato 7 giugno 2008

I cattivoni del nord... e il governo del nord

Dopo la recente esternazione del presidente Napolitano, basata su fatti oggettivi e accertati, la canaglia leghista ha provato a balbettare qualcosa in sua difesa. Ci ha pensato Castelli con una battuta autoironica.
La risposta pacata è già arrivata dal presidente Napolitano "leggete gli atti parlamentari"; noi aggiungiamo e ricordiamo la sentenza di condanna del giudice di Venezia del febbraio scorso il cui resoconto fu da noi pubblicato in questo blog
all' indirizzo http://sudpensiero.blogspot.com/2008/02/giudice-di-venezia-condanna-i.html

sabato 10 maggio 2008

Volare basso

Alleghiamo una riflessione di Nicola Zitara,
uno dei pochi coerenti ed esperti meridionalisti dei nostri giorni.

NEL BLU DIPINTO DI BLU (Nicola Zitara)

Il miracolo economico italiano s'irradiava altrove, tra Torino, Milano e Genova, qui arrivavano solo gli echi della nuova civiltà materiale che stava nascendo. L'Italia si accorciava. Per raggiungere in treno una delle città citate non occorreva più cambiare a Roma. Era stato inaugurato il "Treno del Sole", con la vettura-cuccette, e già si mettevano le prime pietre all'Autostrada del sole. La guerra aveva cambiato il mondo occidentale da così a così, ma a ciascuno di noi sembrava d'essere lui l'artefice del cambiamento. 'Volare nel blu, dipinto di blu', è stato un sogno di potenza del singolo, della libertà individuale conquistata, affermata, proclamata dai soldi in tasca. "Penso, dunque sono", aveva detto Cartesio al mondo dei colti quattro secoli prima, "Volo, dunque sono", cantò Modugno, di cui in questi giorni è stato celebrato l’anniversario, a noi contemporanei.

Andavamo e tornavamo da Milano. Milano era una tana di formichine operose, mosse dal comando del danaro, ciò fino alle sei di sera. Il danaro non era danaro, ma libertà che si conquistava a partire dalle sette di sera, svolazzando quali prosaici Modugno da un bar all'altro, per parlare di sport e di politica. Anche il patriarca di Venezia, Angelo Roncalli, aveva preso il vento e orientava le vele dell'Ecclesia verso gli uomini di fede che giravano in look proletari per le strade cittadine, con gran sconcerto delle beghine e dei bacchettoni che ingrigivano le chiese. Il ventenne ex zappatore, arrivato dalla Calabria qualche anno prima, andava sue e giù per Corso Buenos Aires portando delle scarpe bianche e nere, come Al Capone trent'anni prima. Per strada era scrutato come il parvenu alla civiltà, ma quando interveniva all'assemblea della Camera del Lavoro, in sala non volava una mosca.

I vecchi compagni operai dei Navigli e del Lambro erano per "Nord e Sud uniti nella lotta". Imponevano il silenzio necessario perché egli potesse balbettare il suo pensiero, e perché loro in tal modo sapessero come era il mondo, se visto dalla parte della porta di servizio. Si parlò di interclassismo, il Partito socialista rinculò verso il riformismo, i comunisti, sulla scia di Gramsci, presero a pasticciare tra l'internazionalismo proletario e i cosiddetti valori del Risorgimento.

Passarono gli anni, si arrivò alla scolarizzazione di massa, i padroni del vapore rinunciarono ai manganelli della Celere e adottarono la vaselina marca 'Il Mondo', 'L'espresso', 'La stampa' di Torino. L'entusiasmo politico degradò a voto clientelare, il socialismo a diritto di parcheggiare la macchina sul marciapiedi. “L’utero è mio e me lo gestisco io” prese il posto della giustizia sociale.

Nessuno che avesse rispetto di sé è volato nel blu dipinto di blu. Modugno s'ingannò e ci ingannò, ci siamo coperti di fango con le nostre stesse mani. I contadini sono usciti dalla terra con la lupara in mano e oggi consolano con la polvere di fiori esotici la noia del vivere borghese alieno al piacere del lavoro e senza ambizioni. Gli operai muoiono d'“infiammazione”, come Giordano Bruno. Ci rivoltoliamo nei decimali del prodotto interno lordo. I giovani si autoincensano all’Isola dei Famosi, quasi settecenteschi cicisbei incipriati alla corte del Luigi XVI. Quelli che si credono migliori e destinati a grandi cose girano il mondo a imparare come si trucca un bilancio o come si depredano i fondi degli enti pensionistici. I più vitali confondono l'erotismo con la libertà. I padroni credono d’essere degli Aristidi alla battaglia di Maratona. L'idea di Stato è morta e il globo viene governato da un migliaio di broker semianalfabeti, che hanno vinto una scommessa al rialzo alla borsa di New York.

La vita si vive una volta soltanto, e il mondo che la rende possibile merita un grande rispetto. Volare? Certo, ma come le farfalle, non come l'anòfele intorno al pantano.

martedì 6 maggio 2008

Imperdibile sintesi del problema rifiuti in Campania

Ieri sulla La7, nel programma di Ilaria D'Amico, EXIT alla presenza di ospiti di notevole caratura con molto equilibrio si è dato spazio alla verità sui rifiuti campani. Per chi vuole rivedere il servizio è disponibile all' indirizzo:

http://www.la7.it/blog/post_dettaglio.asp?ord=1&idblog=ILARIA_DAMICO_-_Exit_15&id=2256#commenti