martedì 12 febbraio 2008

Cerchiamo i veleni sotto terra

La richiesta del sindaco di Marigliano di bonificare i suoli del comune, trova riscontro e attuabilità pratica nei metodi messi a punto da una task force dell' INGV, guidata dal Dott. Marco Marchetti.

La proposta di Marco Marchetti, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv): «La vera emergenza in Campania sono i rifiuti tossici nel sottosuolo. Occorre trovare i siti e bonificarli»

Le montagne di sacchetti di immondizia ora alla ribalta sono solo la punta dell'iceberg, la vera sfida in Campania sarà la bonifica del territorio dagli scempi illegali, dagli sversamenti di sostanze tossiche e pericolose derivanti da scarti industriali. E la tecnologia per individuare le aree esiste già, una sorta di "radar dei rifiuti".

«Probabilmente la vera emergenza in Campania si trova nel sottosuolo, dove il grosso è ancora da scoprire. Quel che di tossico sta la sotto è il vero problema: occorre trovare i siti e bonificarli, per evitare rischi per la salute». Così Marco Marchetti, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), commenta la crisi campana, dopo aver lavorato in passato per il commissariato per l'emergenza, in particolare nel nord della regione.

Geofisico, Marchetti è una sorta di "cacciatore di rifiuti" sotterrati. «Mi occupo dell'esplorazione geofisica del sottosuolo - spiega l'esperto - utilizzando una strumentazione per scandagliare il terreno, in cerca di rifiuti, dai fusti ferrosi a fluidi, che provocano un'anomalia. Una volta individuato il punto, i soggetti competenti eseguono campionamenti e analisi».

Invece di fare ricerche su chilometri e chilometri quadrati, questa tecnologia aiuta ad individuare il punto preciso dove trovare eventuali rifiuti abbandonati. «Per questo collaboro con carabinieri e corpo forestale dello Stato - afferma Marchetti - come nelle Marche, un paio di anni fa, dove abbiamo individuato rifiuti tossici sotto una piattaforma di cemento».

In Campania il radar avrebbe sicuramente tanto lavoro. Secondo il geofisico dell'Ingv le "piste" giuste per sapere dove cercare esistono, tra «siti già conosciuti e altri da scoprire, di cui varie fonti, dalla magistratura agli ambientalisti, parlano da anni». Un aiuto può arrivare anche dai cittadini: «Se raccontano di fumi che fuoriescono dal terreno di certo non si tratta di attività vulcanica, ma di sostanze tossiche» afferma Marchetti.

Non a caso la Campania viene anche definita la discarica d'Italia. «Studi epidemiologici parlano di "triangolo della morte" nel Nord della Regione - aggiunge Marchetti - fra Napoli, Acerra, Villa Literno, Castel Volturno e Nola, per citare alcune località. Si trovano rifiuti dappertutto, dai cavalcavia a vecchie cave riempite, fino agli scogli, i frangiflutti utilizzati come barriera in mare». Di qui la proposta del geofisico: «Propongo di attuare una seria e dettagliata campagna di monitoraggio sul territorio, per individuare i siti pericolosi e avviarne la bonifica».

lunedì 11 febbraio 2008

Sen. Tommaso Sodano contro cip 6

(dal sito del Sen. Tommaso Sodano)

Non può passare un provvedimento del Presidente del Consiglio in aperta

violazione delle norme nazionali e comunitarie". Lo dice il presidente

della Commissione Ambiente del Senato, Tommaso Sodano commentando

l'ordinanza firmata da Romano Prodi, che garantisce per gli inceneritori

campani le agevolazioni del Cip 6.

Il riferimento è anche all'inceneritore di Salerno, "che - spiega Sodano

- nasce adesso e non può usufruire di risorse che la legge dello Stato ha

abrogato per impianti la cui costruzione non è stata ancora avviata".

"L'emergenza è vera e reale - precisa il senatore di Rifondazione

comunista - ma non si può stravolgere quello che il Parlamento ha

espressamente deciso di non ripetere, e cioè dirottare risorse per le

energie rinnovabili, soldi dalle tasche dei cittadini, verso impianti di

incenerimento".

"Né è comprensibile - osserva il parlamentare del Prc - che chi

costruisce impianti in Europa con risorse proprie, venga in Italia con la

precisa richiesta di avere i Cip 6, cioè cosatruire e gestire a spese dei

cittadini".

Sodano rileva ancora: "E' vero che i poteri di protezione civile possono

derogare alle normativa vigente - sottolinea - ma solo per tempi

limitati, mentre se passa l'autorizzazione ad erogare il Cip 6 significa

ipotecare per 9 o dieci anni risorse pubbliche a favore di questi

impianti. Non è una cosa accettabile"

"L'invito - conclude Sodano - che ribadisco a De Gennaro invece è di

promuovere poche semplici delibere che vadano nella differenziazione del

secco dall'umido e la riduzione degli imballaggi. In questo momento, la

priorità è ridurre il volume dei rifiuti che vanno in strada e domani in

discarica, avviando nello stesso tempo un ritorno ad una gestione

ordinaria dello smaltimento e della gestione".

mercoledì 6 febbraio 2008

Zanotelli benedice Marigliano


il giorno 4 febbraio alle ore 20 padre Alex Zanotelli, comboniano trentino, era a Marigliano a Boscofangone per dare coraggio ai mariglianesi; le sue parole hanno toccato i cuori di molti. Particolarmente sentite le sue esortazioni alla difesa della terra dono di Dio ed alla conservazione delle risorse naturali per il bene di tutti.
"Il diavolo brucia, Dio ricicla" questo è stato il suo motto che sintetizza la logica nefasta che pervade la società moderna. Momenti di toccante coralità al presidio sono stati raggiunti con la benedizione del fuoco, del pane e dell' olio; simboli di una condivisione fraterna nelle necessità. Presente una troupe televisiva del tg di Mentana.

venerdì 1 febbraio 2008

Prodi a sopresa "regala" i Cip 6 alla Campania

(di Massimo Ammendola)
Roma, 31 gen (Velino) - Sorpresa dell’ultima ora da Palazzo Chigi. Dalla
presidenza del Consiglio arriva un’ordinanza firmata dal presidente del
Consiglio Romano Prodi che accorda agli impianti di smaltimento dei rifiuti in
Campania il regime agevolato del Cip6 per favorirne la realizzazione. Una
vistosa deroga rispetto a quanto previsto nella Finanziaria che aboliva questo
tipo di agevolazione per gli impianti alimentati dai rifiuti a meno di decreti
ad hoc firmati dal ministero dello Sviluppo Economico.
E se quest’ultima previsione poteva far sperare almeno Acerra, il
provvedimento annunciato oggi rimette in corsa anche le aziende interessate
alla costruzione del termovalorizzatore di Santa Maria La Fossa e dell’impianto
di Salerno, non ancora in cantiere e nemmeno autorizzati. L’ordinanza, che
prevede una deroga nella deroga, appare comunque tempestiva dal momento che
ancora una volta la gara che consente di completare il termovalorizzatore di
Acerra è andata deserta: troppo oneroso il contratto e poco sicuro per le
banche esporsi per coprire le uniche due cordate in lizza, la francese Veolià e
l’italiana A2A. Per il commissario Gianni De Gennaro non si tratta di un grosso
problema, perché, ha spiegato durante la registrazione della trasmissione Rai
Economix, pur non aiutando a “normalizzare la situazione, influisce
relativamente sulla gestione delle emergenze”. Di diverso avviso Federambiente,
l’associazione che riunisce oltre 271 imprese d’igiene ambientale che conferma
il sostegno a De Gennaro e la volontà di concorrere alla soluzione della crisi
inviando tecnici ed esperti, ma che prima dell’annuncia di Palazzo Chigi aveva
commentato: “L’esito negativo della gara per la gestione del termovalorizzatore
di Acerra e degli impianti per la produzione del cdr a esso ausiliari non può
essere interpretato come disimpegno o rinuncia da parte delle imprese associate
a Federambiente – osserva l’associazione -. La gara è andata deserta per la
carenza nel bando delle condizioni minime imprenditoriali che avrebbero potuto
sostenere un ragionevole rischio d’impresa. Non c’è più spazio per avventure,
facili illusioni, fanatismi – spiega Federambiente -. Serve pianificare e agire
con coscienza, ragionevolezza e determinazione”

La matassa da sbrogliare per il super commissario all’emergenza rifiuti in
Campania Gianni De Gennaro rimane comunque complicata. Da Bruxelles arriva il
“warning” all’Italia che ha un mese di tempo per risolvere il problema
spazzatura. Il parere motivato inviato dalla Commissione europea per la
situazione in Campania, seconda tappa della procedura di infrazione, è l'ultimo
passaggio prima del deferimento del caso alla Corte di Giustizia europea. Il
commissario all'Ambiente Stravros Dimas chiede alle autorità italiane di
realizzare le infrastrutture di gestione dei rifiuti necessarie per garantire
una soluzione duratura a problemi che risalgono ormai a più di dieci anni.
Sempre per rimanere in Europa, oggi De Gennaro ha parlato anche della
possibilità di portare in Germania i rifiuti campani (250 mila tonnellate)
ancora giacenti nelle strade campane: “Quella tedesca è una delle vie che
stiamo esplorando”, ha spiegato il super commissario che ha anche rivelato, in
proposito, che il 5 febbraio un funzionario del commissariato sarà a Berlino
per approfondire la questione. Le critiche però sui rifiuti campani travalicano
i confini italiani. Il ministro dell’Ambiente della Sassonia Roland Wöller, una
delle zone dove vengono trasferiti 1.500 tonnellate di immondizia ogni giorno
(con due treni a Cröbern vicino Leipzig e Bremerhaven), è stato apostrofato
proprio per la gestione dell’immondizia italiana. Un’associazione ambientalista
tedesca ha infatti rivelato che lo stoccaggio non sarebbe fatto ad arte e
numerose ecoballe sarebbero rovinate, con la conseguente fuoriuscita di
materiale e avrebbe chiesto chiarimenti al ministro.


Al primo punto della lista del super commissario rimane comunque la necessità
di trovare e riaprire nuovi siti da utilizzare come discariche e per lo
stoccaggio provvisorio delle ecoballe, oltre alla necessità di rimettere a
norma gli impianti di produzione del combustibile da rifiuto (cdr). De Gennaro
ha ribadito la necessità di una collaborazione con i cittadini per la buona
riuscita dell’intera operazione e ha assicurato che la riapertura delle
discariche non sarà definitiva ma durerà solo il tempo necessario a realizzare
i nuovi impianti di trattamento. I problemi però restano. La situazione più
critica è a Marigliano dove, dopo gli scontri fra i manifestanti e le forze
dell'ordine e i blocchi stradali, è stata raggiunta una tregua. L'incontro tra
i rappresentanti del commissariato, i sindaci del nolano e una rappresentanza
dei cittadini che si oppongono all'apertura del sito di trasferenza in località
Boscofangone, ha prodotto uno stop di 24-48 ore durante le quali i tecnici
dell'Istituto Superiore di Sanità effettueranno una serie di controlli per
verificare possibili rischi all’ambiente e alla salute.
(asp/pli) 31 gen 19:39
(testo di Massimo Ammendola)

giovedì 31 gennaio 2008

Disinformazione sulla RAI

Stamane nel programma di Unomattina in studio un oncologo di nome Umberto Tirelli da Aviano dichiarava che gli inceneritori non presentano rischi per la salute....
Alle 12:40 su RAI2 nel programma di Magalli, invitata Orsola Cannavacciuolo, figlia del pastore di Acerra, ormai deceduto per tumore a causa della diossina per raccontare la storia della sua famiglia e della sua azienda agricola.
Molte omissioni dei controlli veterinari e delle ASL finalizzate a nascondere la verità sui rifiuti tossici scaricati nel sottosuolo.
L' ingenua ragazza, emotivamente provata, si lascia sfuggire testualmente "non siamo contrari all' inceneritore ..." senza sapere che l' inceneritore dove esiste e funziona "correttamente" vedi Brescia per esempio produce la stessa mortalità da tumore...